La crisi economica sembra non aver avuto pesanti ripercussioni sugli Emirati Arabi Uniti e l’Italia si prepara ad investire.
Con una crescita del Pil prevista per il 3,5%, gli Emirati Arabi Uniti rappresentano ad oggi il sesto Paese meta delle esportazioni italiane, che negli anni si sono diversificate sino a comprendere abbigliamento (+23,3% nei primi sei mesi del 2011), alimentare (+13%), macchinari (+44,5%) e metalli (+32,2%). Dopo il pesante crollo registrato nel 2009, quando le esportazioni italiane negli Emirati sono diminuite del 28,6%, nel corso del 2011 gli scambi commerciali sono ripresi a pieno ritmo facendo registrare all’export italiano un +21,4% rispetto alla stesso periodo del 2010.
Secondo il Segretario Generale della Camera di Commercio Italiana, Mauro Marzocchi, “Io sono qui dal 1985 e negli anni passati, quando ci sono state crisi internazionali, gli Emirati si sono comportati come tutti gli altri Stati. Anche perché la particolarità del Paese, e di Dubai soprattutto, è quella di essere un forte esportatore. […] Le nostre imprese che, in momenti come la Guerra del Golfo o il 2009, si erano ritirate nel loro guscio, oggi sono in piena attività: anzi, si sta verificando un grande e rinnovato interesse per gli Emirati, sia da parte dei locali verso le imprese italiane, che viceversa”, che ha aggiunto “Nel 2009 c’è stata una grande pulizia del mercato, abbiamo pagato molti avventurieri che hanno cominciato nel 2007/2008 e che pensavano di venire qui a trovare l’Eldorado, mettendo non in buona luce l’imprenditoria italiana. Negli ultimi sei mesi, invece, si vedono nuovi italiani, ma manager di un altro livello, sia di imprese nostrane che locali. Direi che l’italiano che considerava Dubai come un giocattolo adesso non c’è più. Ora abbiamo un livello qualitativo alto”.
Stando a quanto rivelato da una recente ricerca condotta per l’ISTAT dalla Camera di Commercio Italiana, al momento il Bel Paese esporta negli EAU (un Paese con appena 8 milioni e mezzo di abitanti), più di quanto esporti in India o in Egitto: un’opportunità da non perdere vista anche la posizione strategica degli Emirati.
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