venerdì 11 novembre 2011

Lingua inglese e Common Law a Dubai

Approvato il decreto dello sceicco di Dubai che prevede la possibilità, per le aziende straniere che fanno business nei Paesi del Golfo, di utilizzare la lingua e la cultura giuridica inglese per risolvere le controversie in materia commerciale.

Lo sceicco di Dubai, Mohammed Bin Rashid Al-Maktoum, ha di recente approvato un decreto sulla base del quale le aziende straniere presenti negli Emirati potranno d’ora in avanti risolvere le dispute legali relative alle transazioni commerciali in lingua inglese e secondo le regole del Common Law. Prima dell’approvazione del decreto le imprese straniere non organizzate presso il Dubai International Financial Center, una free zone che funge da porta d’ingresso per gli investitori interessati ai Paesi del Golfo, dovevano rivolgersi ai tribunali locali e confrontarsi con le problematiche rappresentate dalla necessità di far ricorso alla lingua araba. La decisione permetterà alle imprese di diminuire notevolmente i costi per la gestione delle pratiche legali, determinati soprattutto dalla traduzione dei documenti, e di ridurre le tempistiche: allo stato attuale infatti la quasi totalità delle dispute non complesse si risolve entro tre settimane.
John Shehata, avvocato italo-egiziano di seconda generazione e coordinatore del focus Mediterraneo e Paesi arabi ha commentato “L’estensione della giurisdizione del DIFC su tutte le controversie commerciali che coinvolgono società straniere è particolarmente interessante. Le imprese avranno modo di verificare, senza barriere linguistiche e probabilmente culturali, se il contenzioso è stato gestito secondo le loro aspettative”.

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