venerdì 26 agosto 2011

I rifiuti di Dubai opportunità per le aziende estere

Il problema dello smaltimento dei rifiuti di Dubai e l’obiettivo di diventare una città a spreco-zero aprono le porte alle società straniere.

A Dubai la gestione e lo smaltimento dei rifiuti è una delle questioni più rilevanti degli ultimi anni: con il rapido sviluppo della città, infatti, aumenta di conseguenza anche la spazzatura. Nel 2009, Dubai ha prodotto 3.746.509 tonnellate, e si calcola che ogni residente produca ogni anno 1.700 kg di immondizia. Molti sono i bandi di gare per la gestione delle discariche che attirano numerose aziende straniere.
A Doha, la compagnia Msheireb Properties, nata nel 2007 dalla Fondazione nazionale per lo Sviluppo delle Comunità della Scienza e dell’Educazione, ha affidato agli svedesi di Envac Ab la realizzazione dell’impianto di gestione dei rifiuti per lo smaltimento dell’80% della spazzatura urbana. Nel progetto si prevede l’utilizzo di scivoli pneumatici, uno per tipo di rifiuto, che porteranno l’immondizia al centro di raccolta, 3 km di distanza dalla discarica. Per le attività commerciali, invece, ci sarà un servizio di raccolta ad hoc.
Recentemente, inoltre, Dubai si sta orientando verso le alternative del riciclo e dello smaltimento. Uno dei progetti, la cui assegnazione è ancora aperta, riguarda la combustione dei rifiuti per la generazione di energia; la struttura coprirà l’area di Al Warsan con una superficie di 30 ettari che potrà accogliere 6.500 tonnellate di spazzatura al giorno e produrre 150 Mw/h di energia.
Infine, Dubai ha dichiarato di voler diventare la prima città a spreco-zero, riciclando entro il 2030 il 100% dei rifiuti. L’obiettivo è piuttosto ambizioso e implica la creazione di normative, l’applicazione di sanzioni e la realizzazione di campagne dii educazione, volte alla sensibilizzazione dei residenti.

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